Una testimonianza perenne del miracolo avvenuto a Canosa il 14 Aprile 1912, nella Cattedrale di San Sabino!

In occasione di una persistente siccità in cui si presentava lo spettro della miseria, quando cominciò a mancare il lavoro, e col lavoro il pane, e con il pane la vita, migliaia di umili contadini si radunarono in fitte schiere e in veste di penitenti, con funi al collo e corone di spine sul capo, percorsero le vie della città chiedendo perdono a Dio. E di chiesa in chiesa si prostravano ai piedi degli altari gridando e piangendo; in ginocchio si trascinavano all'ingresso della chiesa di San Sabino. I penitenti si flagellavano inesorabilmente il corpo con funi e ferree catene; la fiducia cresceva, sorretta dalla preghiera dei bambini, dei giovani, degli anziani e degli uomini laboriosi. Una preghiera toccò il Cuore di Gesù tanto che in una statua, ai cui piedi un buon numero di fedeli si flagellava, si manifestò visibilmente commosso. La sera del 14 Aprile 1912, appena cominciata la funzione di un triduo per la pioggia, al passaggio del SS. Sacramento, si udì un grido echeggiare tra le mura della Basilica di San Sabino: "Miracolo! Miracolo!". Si era vista, infatti, la statua del Sacro Cuore aprire gli occhi e, dopo breve tempo, volgere lo sguardo al cielo, indi, chinarlo sulla folla. Su quel volto fu richiamata l'attenzionLa Statua dedicata al Cuore di Gesù e di tutti e tutta la folla notò il movimento di quegli occhi. Una fiumana di gente di ogni ceto e condizione si riversò in chiesa stringendosi intorno alla Statua miracolosa; per tutta la notte fu un continuo peregrinare. Il giorno dopo la statua fu portata in processione, seguita da quasi ventimila persone. Il fenomeno si ripeté con frequenza fino alla fine del mese e l'Autorità Ecclesiastica non poté rimanere indifferente innanzi ad un fatto così clamoroso. Ne furono informati Papa Pio X (che se ne compiacque immensamente) e Padre Antonio Maria Losito, che in quell'occasione inviò ai suoi concittadini una lettera che fu pubblicata e distribuita alla popolazione. Proprio in questa sua lettera, datata 14 Maggio 1912 proponeva che: "...a un tanto avvenimento, una tanta deferenza mostrata a Voi dal Cuore di Gesù, esige che se ne tramandi la memoria alle più tarde generazioni e che tutti gli altri popoli vedano le grandi misericordie di Dio e le sue predilezioni per il popolo di Canosa, nonché la vostra gratitudine al Cuore di Gesù: quindi, io mi compiaccio ed altamente raccomando a tutti il progetto di far sorgere un Tempietto precisamente nel luogo dove ebbe principio questa lunga serie di prodigi".  L'iniziativa lanciata dal Servo di Dio fu subito colta, ma per compiere tale impresa occorreva una considerevole somma di denaro e perciò si fece appello alla pubblica carità. All'offerta del popolo si unì anche quella di tutti i sacerdoti e del Vescovo Mons. Staiti, nonché la generosa munificenza di Papa Pio X che, spontaneamente, volle elargire, tramite una lettera, la cospicua somma di cinquecento lire, fatta pervenire per mano di Padre Losito. Raccolta la somma necessaria, si poté compiere il gran voto. Il 14 Settembre 1914 fu sciolto il voto del popolo con la solenne inaugurazione del monumento. Padre Losito, la cui gioia faceva eco da Pagani, scrisse un'istanza al nuovo Papa Benedetto XV, per rendere privilegiato l'altare della Cappella del Sacro Cuore. E il Papa acconsentì al pio desiderio il 3 Maggio 1915.

Canosa
 Duomo di San Sabino 
Cappella del Sacro Cuore di Gesù (sec. XIX-XX)


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