Profilo

Canosa Ŕ una delle tante cittadine che popolavano l'antico Regno di Napoli.
╚ disposta scenograficamente ai fianchi di una collina denominata dei SS. Quaranta Martiri,  ed appare al di lÓ della valle dell'Ofanto.
La storia l'aveva attraversata ai tempi di Annibale e della guerra Sociale ma poi l'aveva addormentata.
Nei primi decenni dell'Ottocento Ŕ un piccolo centro, quasi una borgata: poche le costruzioni per lo pi¨ sparpagliate, che popolavano il piano fino alla Cattedrale di San Sabino.

L'apostolato a Canosa

Padre Losito fece ritorno a Canosa per motivi di salute nel 1867, dove ricevette le cure del fratello Savino.
La cittÓ di Canosa deve molto al suo illustre concittadino, non solo per l'impegno dimostrato nella realizzazione di opere di carattere religioso, che ancora oggi sono parte integrante del patrimonio culturale canosino, ma anche e soprattutto per il suo amore verso il popolo.
Il suo ministero era per lo pi¨ rivolto ad accogliere i peccatori con dolcezza e caritÓ e ad aiutare famiglie e persone bisognose. Profondo conoscitore dell'animo umano e delle sue debolezze, in molti accorrevano da lui per confessare i propri peccati. La sua parola e il suo consiglio erano ricercati anche da abitanti dei paesi limitrofi. Particolare attenzione dava ai malati che desideravano una sua visita o per confessarsi o per ricevere la benedizione che egli mai rifiutava.
La presenza ed il conforto di Padre Losito assumono maggiore rilevanza in due avvenimenti della storia canosina: l'invasione delle cavallette nelle campagne locali nel 1867 ed il flagello dei bruchi sul raccolto del grano nel 1875. In queste occasioni Padre Losito ha saputo esortare tutti i canosini ad elevare pubbliche preghiere a Dio ed alla Vergine Santa. Grande era la sua capacitÓ di consolare tutti nel dolore ed il suo potere di comunicare la speranza cristiana. 


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